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AGOSTO 2015 - Cerca la tua megattera

August 12, 2015

 

 

È forse un delfino quello? Nooo!!!

 

È per caso uno squalo? Nooo!!!

 

È una megattera? Siii!!!

 

 

 

Che l’estate sia arrivata è indubbio. Lo si deduce dalle temperature, dalle serate all’aperto e dai cocomeri. Niente di nuovo, insomma. Tutti sappiamo che cos’è l’estate e se proprio ci dovessimo scordare di come è fatta questa stagione, niente paura, ci sono milioni di articoli, di telegiornali e di esperti che ci spiegheranno come affrontare incolumi questi mesi caldi: bere molta acqua, stare in casa nelle ore più furenti, mangiare cibi leggeri e stare più che si può all’ombra.

 

Le informazioni sono sempre a portata di mano, facilmente raggiungibili e a disposizione di ognuno. Così se nella scelta delle vacanze c’è un giro esotico alle Maldive, una passeggiata in una città d’arte o il meritato riposo sull’Himalaya basta poco per sapere di tutto, su tutto e su tutti.

 

La nostra conoscenza è enorme. Chiunque può accedere a delle informazioni, verificarne il contenuto e infilarla nel proprio bagaglio di consapevolezza. Senza accorgercene incameriamo dati su cose, casi, persone, animali, eventi, cibi, situazioni e stramberie varie, anche se alcune di queste esperienze sono state vissute solo virtualmente.

 

E così, davanti ad un’immagine pixelata di una bellissima megattera bianca mi chiedo quanti di noi abbiano avuto la possibilità di vederne una dal vivo. Un delfino, forse, in qualche parco acquatico. Uno squalo, può essere, in qualche acquario ultramoderno. Ma una megattera?

 

Eppure sappiamo tutto di una megattera: cetaceo, taglia gigantesca, habitat marino, il suo comportamento, la riproduzione e la filogenesi. Però è raro che qualcuno l’abbia vista balzare fuori dall’acqua, compiere un’evoluzione in aria e ricadere negli abissi, o più semplicemente vedere una pinna caudale sbucare dallo specchio dell’acqua a salutare lo spettatore.

 

Se ne deduce che esperienza e conoscenza non sempre vivono nello stesso spazio. Se ne deduce che non è detto che chi parla sempre di megattere ne abbia davvero vista una. Se ne deduce che esperienza e conoscenza dovrebbero sostenersi a vicenda per non creare scompensi, come le pinne pettorali di una megattera, appunto, senza le quali assetto e portanza non avrebbero motivo di esistere.

 

Per questo è importante chiamare una megattera con il suo nome, e non semplicemente “cetaceo”, perché nella sua evoluzione c’è molto di più che respirare con i polmoni e nutrirsi di krill.

 

Dunque, benvenuta estate e benvenute creature acquatiche lontane! Vi verremo a trovare e, se avremo fortuna, riusciremo a vedervi tra i flutti dell’oceano, perché, per quanto la nostra esperienza possa essere ampia, abbiamo ancora voglia e bisogno di cercare la nostra megattera.

 

 

 

Hasta luego ! 

 

 

 

 

 

  

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