Un naso rosso per tutti

December 21, 2016

 

 

A dir la verità suona un po' come la storia del brutto anatroccolo, ma qui a far le spese di una "deformazione" che diventa peculiarità, se vista sotto un altro punto di vista, non è un papero bensì una renna.

 

Il povero Rudolph, infatti, non aveva certo previsto che il suo naso rosso sarebbe diventato famoso quanto il suo adorabile e scanzonato papà adottivo Babbo Natale.

 

 

 

Vero anche che, se non fosse stato per una nebbia talmente fitta da poterla vendere come zucchero filato, Rudolph non sarebbe riuscito a dimostrare il suo valore, che non stava solo nell'avere un naso talmente rosso e grosso da rifrangere la luce nel cielo come una novella stella cometa (talento questo che doveva alla natura e non a se stesso), ma alla capacità di prendere il coraggio a due mani (anche se la locuzione più giusta sarebbe "prendere il coraggio a quattro zoccoli!") e assumersi la responsabilità di guidare un gruppo di altre renne nell'oscurità del cielo appannato.

 

 

 

Tutto questo a discapito e con grande smacco delle altre renne che, invece di sostenere e dare forza a Rudolph, se ne stavano li beatamente adagiate tra il fieno a mangiar biada, lisciarsi le corna e ad emarginare la renna dal naso rosso.

 

Ovviamente, se non fosse stato per Rudolph, addio regali di Natale ai bambini, e qualche malalingua insinuò che Babbo Natale, tutto sommato, ebbe la sua bella convenienza ad adottare questa strategia.

 

 

 

La vera morale però è che si, è vero che Rudolph era stato dotato dalla natura e che questo regalo gli aveva dato la possibilità di salire in testa alla slitta, ma se lui stesso non si fosse dimostrato con tenacia, coraggio e determinazione all'altezza della situazione, difficilmente qualcuno gli avrebbe dedicato nel tempo una canzone tutta sua.

 

L'augurio, quindi, è che ci siano in giro tanti Rudoph dal naso rosso con le loro deformità e peculiarità, che abbiano la possibilità di dimostrare il loro valore mettendosi in gioco con lealtà, dedizione e totale mancanza di paura, tenendo bene a mente che se il talento è naturale non è un merito e come tale va usato con intelligenza e parsimonia.

 

 

 

 

 

 

 

Il naso rosso della Compagnia della Quarta vi segnala che il 15 gennaio 2017, presso l'ITC Teatro di San Lazzaro di Savena (BO), torneranno LE PRINCIPESSE PERDUTE con una doppia replica: alle 16:30 e alle 21:00.

 

Lo spettacolo e le coreografie sono di Patrizia Proclivi, in scena Micaela Casalboni, Ida Strizzi, Deborah Fortini, Patrizia Proclivi, Mario Coccetti. Andrea Rizzi sarà presente come guest star con il brano Gipsy Cinderella (ascolta) e Viviana Cappelli chiuderà il cerchio con la sua voce meravigliosa.

 

Le prenotazioni sono già aperte:

biglietteria@itcteatro.it tel. 051 6270150

 

ITC Teatro - S.Lazzaro di Savena (BO) - Via delle Rimembranze 26

 

Vedi la scheda dello spettacolo

 

 

 

 

 

Sempre a gennaio 2017, dal 16 al 21, saremo residenti presso il Teatro Due Mondi di Faenza per completare il progetto BORDER, che vede coinvolti i danzatori Rocco Suma e Salvatore Sciancalepore in una coreografia di Mario Coccetti sull'importanza della libertà.

 

Il progetto è prodotto da Daria de Luca per Cinqueminuti e andrà in scena il 21 gennaio alle 21:00

 

Link per prenotazioni

 

0546/622999 dal lunedì al venerdì (9.00-13.00/ 14.00-18.00)

 

Casa del Teatro - via Oberdan 7/A - Faenza (RA).

 

Per informazioni: TEATRO DUE MONDI via Oberdan 9/A Faenza 0546-622999

 

info@teatroduemondi.it | www.teatroduemondi.it

 

 

 

Progetto S - BORDER

di Mario Coccetti, con Rocco Suma e Salvatore Sciancalepore 

 

Produzione Cinqueminuti, con il sostegno di De Micheli Danza Festival, Cantieri Culturali Creativi e Teatro Due Mondi

 

Link video: https://vimeo.com/175209778

 

www.mariococcetti.org

 

 

 

 

 

 

 

Per finire vi anticipiamo che dal 28 gennaio al 11 febbraio 2017 saremo ospiti al MONTY di Anversa (Belgio), uno dei centri di residenza più attivi in Europa.

 

In questa occasione presenteremo TETRAKTYS, un progetto che usa il corpo, la luce e l'ombra come elementi capaci di modificare uno spazio, un'emozione, un significato.

 

Il progetto è curato da Sara Caliumi, le musiche sono di Andrea Rizzi, le coreografie sono di Mario Coccetti che condivide la scena insieme a Fabrizio Molducci.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Feliz Navidad ! 

 

 

 

  

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